La Puglia, per le sue caratteristiche pedoclimatiche, è considerata da sempre terra di cavalli.

In particolare, la Murgia sud-orientale, in quello che è denominato comprensorio dei trulli e delle grotte, a metà strada tra il mar Adriatico e il mar Jonio, rappresenta la perfetta espressione delle caratteristiche che rendono il cavallo Murgese unico: la rusticità, dovuta all’ambiente spesso inospitale, e la solidità di arti e zoccoli sviluppatasi percorrendo sentieri ripidi sulla tipica roccia carsica.

Le origini del Murgese si fanno risalire all’imperatore Federico II di Svezia che nel XIII secolo unì la passione per i destrieri e l’amore per la Puglia, facendo costruire uno dei monumenti più belli e amati del mondo, Castel del Monte, gioiello dell’archittettura medioevale e ordinò che i suoi cavalli da guerra fossero allevati nel difficile habitat delle Murge, proprio per fortificarne arti e zoccoli.

Il manto morello, che alla luce del sole diviene lucido e uniforme, è una delle peculiarità del cavallo Murgese, oltre alla tranquillità e alla resistenza fisica, doti che rendono questi animali davvero versatili.

Infatti, ad oggi, la commercializzazione non avviene solo per i soggetti riproduttori, ma anche per quelli addestrati, di cui c’è una richiesta crescente. Il lavoro di addestramento a sella (nella foto in basso: l’istruttore FISE Franco Calisi in sella allo stallone Nuoro) e ad attacchi è una continua scoperta di questa razza, che svela capacità inaspettate, rendendo il murgese utilizzato non solo per trekking, equitazione da campagna ed attacchi, ma anche per ippoterapia, dressage e alta scuola.

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